Pubblicato da: simo83 | 18 dicembre, 2010

Il nostro bellissimo Shaq

Non appena vediamo quel cucciolino di dieci giorni, un boxerino color miele con il muso tutto nero e la stazza che promette bene, non abbiamo avuto dubbi: lo chiamiamo sicuramente Shaq. Shaq come Shaquille O’Neal il mitico giocatore dei Lakers. Sappiamo che quella piccola palla di pelo sarà il nostro campione.
Shaq entra a casa nostra a settembre del 2002, non avevamo mai avuto un boxer e nemmeno, in generale, un cane di razza e forse per questo fin da subito il nostro comportamento è stato diverso. Ben presto ci si accorge di essere diventati completamente matti per questo cagnolino, di provare un affetto e un attaccamento tale da considerarlo io un fratello peloso e i miei genitori un terzo figlio, ma dal pelo raso! Shaq riesce a tirare fuori la parte più profonda di noi, come nessun altro cane prima, il boxer del resto è così e non puoi non innamorartene.
Shaq ha tutto del boxer,la bellezza, la fierezza e l’orgoglio del cane di razza,  l’intelligenza, la testardaggine e la voglia di giocare e tirare fino all’impossibile, la dolcezza e l’irruenza, la festosità verso tutto e tutti, ma anche la delicatezza di salute (…e, perchè no,l’aerofagia che ci fa un pò vergognare quando abbiamo gente in casa =D!).

Shaq è un amico, un compagno di passeggiate, il destinatario delle nostre attenzioni, delle nostre carezze, dei miei dispetti, dei pezzetti di pane che gli lasciamo sempre quando mangiamo, il divertimento nel vederlo arrabbiarsi con i giochi a sonagli che lo fanno innervosire. Che non sia solo “un cane” lo sappiamo e ci mancherà quando presto o tardi non ci sarà più. I boxer hanno tanti pregi ma un grande difetto, la vita media è breve e il rischio di tumori è alto. Ma Shaq sta bene, tutti i controlli dicono che dimostra 5 e non 8 anni. Menomale penso, abbiamo ancora qualche anno da passare insieme a lui.
Invece no.
Martedì sera scorso Shaq ha avuto una convulsione, lo abbiamo portato in clinica, lo hanno ricoverato per la notte in attesa di fare gli accertamenti del caso. Ho un terribile presentimenti, ma mi sforzo di pensare che tutto andrà bene…tanto la realtà ci pensa da sola a riportarti coi piedi per terra e alle tre del pomeriggio,infatti, quel “Shaq ha un tumore al cervello, non operabile, forse nemmeno curabile” ci piomba nel cuore come un macigno.Ora sappiamo che Shaq piano piano peggiorerà ma con la cura potrà stare bene per un po’.
Lo riportiamo a casa, finalmente. Menomale, la casa senza di lui era più vuota e noi gli staremo tutti vicino nella sua sofferenza.
La consolazione è che abbiamo ancora tempo per stare con lui. Ma giovedì pomeriggio alle 14,30 il suo cuore ha smesso di battere.
Nel dolore in cui ci ha lasciato è riuscito comunque a farci un grande regalo, quello di spegnersi tra le nostre braccia evitandoci di prendere noi l’atroce decisione di porre fine alla sua vita. Eravamo tutti lì con lui, così come eravamo intorno a lui la prima sera che dormì a casa nostra a 60 giorni di giorni di vita.
Troppo presto, è successo tutto troppo presto. Ora il vuoto e il dolore che ha lasciato è grandissimo, perchè manca “uno di famiglia”. Shaq ci ha dato tanto tanto, tanta gioia e per questo nella sua unicità ci mancherà.

Grazie shaqquettone mio , ti ho voluto un gran bene e mi manchi tantissimo! Ti avevo anche trovato il regalo per Natale, non ho fatto in tempo neanche a comprarlo.

Simo


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