Se Cartesio dice che “la realtà è nulla senza l’immaginazione”, il grande trasformista Arturo Brachetti lo fa affermando che “la realtà immaginata ci rende più felici” (e come dargli torto!).
Questo è infatti il motto dello spettacolo attualmente sulle scene (fino al 26 ottobre è al Teatro Verdi di Firenze), Gran varietà Brachetti. Io l’ho visto ieri sera, anche se purtroppo un po’ da lontano, visto che erano gli unici posti rimasti: ahimè dalla seconda fila del palco n. 32 al sesto piano! Mi ha aiutato però un noleggiare un binocolo =D!

Che dire…”ogni due minuti una sorpresa”, come dice lui. Gran varietà Brachetti è infatti fatto di varietà, acrobazie, musica, sketch, sorprese e molto altro. Brachetti questa volta sul palco non è da solo ma si trova in compagnia di acrobati, uomini forzuti, ballerine, comici e lo vediamo in veste di presentatore e anche inaspettatamente svelatore di qualche trucco del mondo del trasformismo.
Il valore artistico di Arturo si rivela non solo nelle sue doti di trasformista, ma anche nella recitazione, nella capacità di creare momenti molto emozionanti. Come quando ci mostra, con la mimica, cosa si può fare con un capello usando tanta tanta immaginazione: si può vedere un giocatore di golf che poi diventa un suonatore di violino o magari un maestro d’orchestra, un funambolo, uno spadaccino…).
Forse chi va a teatro per vedere soltanto l’artista torinese cambiarsi di abito, in un one man show, può rimanere deluso, visti i pochi i momenti dedicati a questo aspetto.
Di sicuro però il Gran varietà Brachetti, con le sue due ore e mezzo di durata e la qualità della rappresentazione offerta, è un grande spettacolo che vale assolutamente tutti i soldi spesi per il biglietto (tre settori da 29, 39 e 59 euro). Un posto a teatro per vedere sogno, poesia, fantasia, divertimento e sorprese alternarsi in modo serrato, chiudendosi in un finale paradisiaco, spesso facendoti restare a bocca aperta e sentirti come un bambino che vede per la prima volta qualcosa di inaspettato! A giudicare dal fragoroso applauso del pubblico è un vero successo.






Ciao Simo! Ganzo deve essere stato! Se vuoi ti presto un Topolino dove c’è una storia tutta su di lui!
Bacetto!
Da: Elena su 8 Novembre, 2008
alle 19:27
Ma siete proprio sicuri di quello che scrivete o state solo ricopiando il comunicato stampa? No perchè lo spettacolo è brutto, proprio brutto, e non solo perchè Brachetti non si esibisce (e questo già basterebbe per abbandonare il teatro anzitempo).
Amo Brachetti, ma questo spettacolo è inguardabile e consiglio veramente a chi riporta messaggi entusiastici come questo di cercare “brachetti delusione” su google o di andare di persona a vedere lo spettacolo per evitare di dare informazioni fuorvianti…
Da: Massimiliano su 14 Gennaio, 2009
alle 18:56
A parte il fatto che forse non hai letto bene, visto che chi scrive questi “messaggi entusiastici” lo spettacolo l’ha visto. Primo perchè non ho l’abitudine di parlare troppo, e bene, delle cose che non vedo di persona, secondo perchè non è mio interesse dare informazioni fuorvianti.
Nel post non ho assolutamente nascosto il fatto che Brachetti si trasformi ben poco e di non avere termini di paragone con altri spettacoli perchè non li ho visti. Ma ciò non vuol dire che lo spettacolo non sia ben fatto e che qualcuno possa anche esserne entusiasta, visto che quando si tirano fuori i soldi di tasca si spera sempre siano spesi bene. Sicuramente poi, come tutte le cose, può piacere oppure no e questo è assolutamente legittimo.
Da: simo83 su 14 Gennaio, 2009
alle 20:42
Capisco il commento poco entusiasta di Massimiliano, in quanto anche io avevo comprato il biglietto per andare a vedere Brachetti nelle esibizioni che lo hanno reso celebre…e non in veste di “presentatore”. Ma forse a me, come probabilmente anche a lui, serebbe bastato informarsi in anticipo sul tipo di spettacolo che sarebbe andato a vedere, per evitare una delusione.
Comunque non penso che lo spettacolo sia così brutto come è stato descritto.
Non mi sembra poi che il post inviti ad andare a vedere lo spettacolo più bello del mondo ed esprimere un’opinione favorevole su ciò che si è visto è nelle facoltà dell’autore.
Da: Luca su 14 Gennaio, 2009
alle 21:31
Io onestamente ho visto lo spettacolo e l’ho trovato proprio brutto. Anche se devo ammettere che ha ragione Luca: avrei potuto informarmi prima. L’ho fatto poco proprio per evitare di rivedere dal vivo trasformazioni già viste magari su youtube, e ho dato per scontato che uno spettacolo che recasse nome e volto di brachetti nella locandina fosse uno spettacolo di Brachetti.
Comunque, vorrei solo motivare le ragioni per cui ho trovato brutto lo spettacolo, in modo da non apparire solo uno sterile criticatore (e non critico): al di là del prezzo, che comunque non è fattore trascurabile, ho trovato lo spettacolo particolarmente lento, le parti umoristiche molto incentrate su clichè quali contrapposizione nord-sud e richiami sessuali, oltre a una totale illogicità nel susseguirsi degli eventi. L’escamotage su cui si basava lo spettacolo lasciava effettivamente la porta aperta a qualsiasi tipo di spettacolo, ma quanto portato in scena da Arturo si riduce veramente a una serie di gag e numeri in stile circo. All’interno di questo, alcuni numeri sono a mio dire mediocri, come le comparse del mago tedesco, il momento spagnoleggiante, il tip tap dell’inglese; nel tutto, Arturo vi mescola inoltre alcuni richiami Pirandelliani decisamente inflazionati, quelle nozioni quali il meta-teatro che si studiano alle medie, presentandoli come splendide novità.
Chiudendo un occhio sul ritardo con cui è iniziato lo spettacolo e sul fatto che a metà si è interrotto per un non ben precisato problema audio (sono cose che possono succedere), se andiamo a vedere la trama, semplicissima, anch’essa zoppica: esempio, per quale ragione dovrebbero esserci dei Carabinieri all’interno della comitiva di turisti?
Ma vabbè, qui è proprio cercare il pelo nell’uovo e poi rischierei di apparire io come complessato; senza voler criticare quanto scritto da simo83, che ringrazio per non aver preso sul piano personale la mia critica allo spettacolo, mi permetto di segnarmi come voce contraria a quanto da lei scritto: trovo Gran Varietà Brachetti, con le sue due ore e mezzo di durata e una qualità decisamente bassa, uno spettacolo che non vale assolutamente i soldi spesi per il biglietto. E quando sono stato a teatro, devo dire che non ho nemmeno sentito tutti questi applausi fragorosi, anche se sicuramente, come scrive simo83, come tutte le cose, può piacere oppure no e questo è assolutamente legittimo.
Da: Massimiliano su 23 Gennaio, 2009
alle 1:10
Ecco…Scusami, ma dalle prime righe del tuo commento non avevo capito perchè te la prendessi così tanto! Ti ringrazio di avermi spiegato il motivo per cui hai detto che lo spettacolo secondo te è brutto, come “voce contraria”. Non ho assolutamente niente da ridire perchè è la tua opinione personale. Ho trovato anche utile il tuo commento (che sicuramente è stato più critico del mio) perchè mi ha aiutato a vedere lo spettacolo da un’altra angolazione, diversa dalla mia.
Devo ammettere che non ho ancora maturato una grande esperienza in fatto di teatro e spettacoli da poter muovere anche delle critiche più severe a chi sa fare il suo mestiere meglio di me, perchè come dici giustamente, non dobbiamo essere degli sterili criticatori.
Forse io ero più preparata perchè avevo visto dei servizi in televisione e quindi mi sono seduta a teatro sapendo che Brachetti avrebbe avuto più la veste del presentatore che quella del trasformista e poi non avevo mai visto un suo spettacolo. Non escludo di pensarla come te per alcuni particolari, come a volte la lentezza o il quesito irrisolto dei carabinieri =D.
Ma a volte la parte non vale per il tutto e in generale per me non è stato un brutto spettacolo e quando ho scritto “spesso facendoti restare a bocca aperta e sentirti come un bambino che vede per la prima volta qualcosa di inaspettato” beh, a volte mi sono sentita proprio così (chiedere a chi era con me, che ci volete fare =P)!
Da: simo83 su 23 Gennaio, 2009
alle 9:55
Ciao Simo83!
Si, avevo scritto il primo post un po’ troppo infervorato per la delusione e, come scritto poi nel secondo intervento, ti ringrazio per aver preso l’intervento semplicemente come una voce contraria (i toni in effetti un po’ esagerati potevano sembrare un attacco personale alla tua recensione).
Personalmente, ammiro l’umiltà con cui scrivi “non ho ancora maturato una grande esperienza in fatto di teatro e spettacoli da poter muovere anche delle critiche più severe a chi sa fare il suo mestiere meglio di me, perchè come dici giustamente, non dobbiamo essere degli sterili criticatori”. Hai ragione nel dire che è quanto meno delicato muovere critiche a chi fa il teatro di mestiere e spesso mi trovo di fronte a questa difficoltà quando devo scrivere di uno spettacolo teatrale per il giornale per cui lavoro (il secolo di Genova, lo dico per mettere le mani avanti e dire che non scrivo certo per il New York Times); tuttavia è anche vero che ci sono dei ruoli anche oltre il palcoscenico, e il pubblico diventa il beneficiario delle capacità dell’artista quando queste si esprimono al meglio, ma anche un ostile nemico quando non si riesce a far breccia nel cuore della gente seduta a teatro. Ecco, nel momento in cui ho iniziato a buttare giù le mie impressioni su Gran varietà Brachetti ero un esponente del pubblico che si è sentito deluso dalla performance e truffato dall’autore che ne ha deluso le aspettative, e pertanto molto arrabbiato (per tale ragione l’intervento non avrebbe potuto avere valenze giornalistiche, ma solo personali).
Ora in effetti mi sto dilungando un po’ troppo, è vero. Contento che comunque il confronto avvenuto sul tuo sito abbia avuto un esito in qualche modo costruttivo, spero che al prossimo spettacolo di Arturo ci troveremo entrambi a scrivere dell’emozione che ha saputo trasmetterci e che ci ha lasciato senza parole.
Ciao e grazie per la tua seconda risposta!
Da: Massimiliano su 26 Gennaio, 2009
alle 23:27