Posted by: simo83 | 25 Febbraio, 2008

“America! Storie di pittura dal nuovo mondo”: Da vedere!

Assolutamente da vedere! “America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo”, la mostra dedicata alla pittura americana dell’ 800 ospitata a Brescia fino al prossimo 4 maggio, al museo di Santa Giulia, è un’occasione per conoscere una parte della storia dell’arte che, purtroppo, quasi mai si studia nei programmi scolastici.
Il numero di opere esposte è enorme: oltre 400 (di cui 231 opere di pittura, 60 capolavori originali della fotografia del XIX secolo, 10 sculture e un’ottantina di oggetti di vita quotidiana dei nativi americani e di Buffalo Bill). Provengono da cinquanta musei internazionali e sono racchiuse in 7 sezioni:

  1. I pittori della Hudson River School (opere di artisti che dal 1825 al 1875 celebrano il paesaggio americano, la wilderness incontaminata: Cole, Durand, Church, Gifford, Inness…)
  2. Le cascate del Niagara (ampia sezione dedicata a uno degli elementi che meglio rappresenta l’idea del sublime e l’orgoglio di una nazione intera)
  3. Paesaggi tropicali e esotici (quadri realizzati dai vari Church, Heade, Bradford, nel sud dell’America intorno alla metà dell’ ‘800, in cui è forte la curiosità di esplorare l’esotico).
  4. Il viaggio in Italia (opere che testimoniano l’incontro dei pittori americani con gli elementi storici ed architettonici  del paesaggio italiano). 
  5. La pittura Western. Paesaggi e scene di vita (quadri, foto e oggetti di vita quotidiana sul tema della conquista dell’Ovest, delle popolazioni native e del West Wild Show di Buffalo Bill).
  6. Impressionismo americano (ultimi decenni del XIX secolo: l’impressionismo di Mary Cassat, Inness, Hassam, Whistler, Chase)
  7. Ritratti e figure da Homer a Sargent (i ritratti realistici di Homer e Johnson e quelli di Sargent e Whistler).

«Una mostra vastissima nel numero delle opere, e non solo una mostra di pittura. Quello che infine ho desiderato potesse accadere negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia, è la ricostruzione della storia di una civiltà e di una nazione nel XIX secolo, quindi solo pochi anni dopo la sua nascita ufficiale, sancita come è noto dalla firma dell’atto di Indipendenza, a Filadelfia, nel 1776». (Marco Goldin, curatore e direttore di Linea d’Ombra)

 

 

Il tempo necessario per la visione si aggira intorno alle tre ore. E’ in effetti piuttosto stancante per la vastità delle opere, basta pensare che, per fare un confronto, quest’anno la mostra occupa ben due ali del primo piano del museo, che lo scorso anno invece contenevano due mostre distinte: Turner e gli impressionisti. La grande storia del paesaggio moderno in Europa e Mondrian).

Personalmente ho trovato di grande interesse anche la presenza alle pareti di testi esplicativi ripresi dal catalogo della mostra e talvolta di citazioni dei grandi letterati americani come Walt Whitman e Emily Dickinson; oltre alle due sale multimediali dedicate all’ approfondimento di temi quali la Guerra civile americana e la Frontiera, attraverso filmati, immagini e musiche. Il tutto rende il percorso ancora più chiaro e piacevole, in un intreccio di storia, arte e letteratura.

Veramente buona l’illuminazione delle sale. Consiglierei soltanto di segnalare la presenza dei vetri che separano alcune sale, dal momento che si ha l’illusione ottica che la sala prosegua e questo può giocare brutti scherzi (durante la mia visita ben due signore hanno battuto la testa in un vetro non segnalato, se non ricordo male era tra la sala due e tre!).

Segnalo anche una terza sala multimediale in cui viene proiettato un video, che è possibile trovare anche in dvd presso il bookshop del museo o sul sito internet di Linea d’Ombra, in cui le immagini delle opere esposte sono rese tridimensionali ed accompagnate da una voce narrante con poesie scritte dal curatore della mostra e da musiche appositamente realizzate.
Io ho avuto la fortuna di poter vedere ad ottobre, in teatro a Firenze, lo spettacolo di promozione della mostra, in cui questo stesso filmato ha intervallato la spiegazione delle varie opere fatta proprio da Marco Goldin. Occasione che mi ha incredibilmente aiutato durante la visione dei quadri dal vivo, e che rende merito all’organizzazione di aver trovato un modo più che valido (e ormai consolidato da anni) per far entrare il pubblico in contatto con l’opera d’arte anche molto tempo prima della reale visione, oltre naturalmente alla messa in atto di più pura e semplice strategia di marketing.

Come arrivare: Diciamo che è quasi impossibile perdersi! Uscendo dall’autostrada, ad esempio, si trovano subito cartelli che indicano la mostra e i vari parcheggi (non tutti sono vicinissimi, ma per gli interessati e se è una bella giornata è anche un’occasione per fare due passi dentro Brescia, una città molto carina, anche se ad essere sincera, rispetto allo scorso anno questa volta non ho trovato persone proprio ospitali e cordiali nel dare informazioni!)

America Card: Consiglio di prendere, insieme al biglietto d’ingresso, questa carta gratuita che dà diritto ad avere sconti del 10-15 e 20% in ristoranti, bar, negozi, hotel, parcheggi e quant’altro.

In conclusione: E’ valsa la pena partire da Montecatini Terme alle 7:00, affrontare mezz’ora ininterrotta di nebbia con visibilità a 50 m sulla A21; spendere 10 euro di biglietto (con la riduzione per gli studenti universitari) e 21 euro al bookshop; camminare tutto il giorno e ripartire alle 21:00 ritrovando la solita insidiosa nebbia a banchi? Decisamente si! …Ma la prossima volta  magari mi lascerò tentare da una delle tante promozioni di soggiorno!

Alcune informazioni utili

Risposte

Qualcuno (nella fattispecie il mio “ben poco amico” Luca) sostiene che abbia fatto un commento alla mostra in pieno stile “Guida del Gambero Rosso”, ma credo che forse sarà utile a qualcuno che magari stia cercando un’opinione sulla mostra prima di decidere se andarci o meno. Siccome a me è piaciuta, e molto, spero che averne parlato in modo un po’ più dettagliato sia utile.
…Poi magari nel prossimo post potrei anche raccontare le vicissitudini e le cose buffe che sono successe durante la giornata!! =D

Ad esempio:
Cosa vuol dire quando sui monitor dell’autostrada appare la scritta “Attenzione! Temperature negative”: Ammesso che siano “negative”…Sono negative del tipo: “sotto i 3 gradi”?, “strada ghiacciata”?, “pericolo neve”?…Insomma: quanto sono negative? Perchè un automobilista forse vorrebbe avere informazioni più esplicite!
Come quando trovi il monitor con scritto”Nebbia tra Castelvetro e Brescia”…e sei già dentro la nebbia da un bel pezzo!

Il tuo “ben poco amico Luca” ci è solo rimasto male (per modo di dire) del fatto di non essere stato citato nemmeno in questa lunga recensione. In qualità di autista, nonchè di accompagnatore pensava di leggere un post che avesse raccontato la giornata e non solo la mostra (che è piaciuta anche a lui!). “Lui”, pigro com è, avrebbe messo solo un link che rimandava al sito della mostra :P

Altra cosa buffa: siamo usciti dalla mostra alle due del pomeriggio con l’idea di andare a mangiare fuori dal museo e fare un giro per la città, ma le cucine dei ristoranti in cui siamo entrati erano già chiuse. Quindi, con la fame incombente, si poteva mangiare solo panini. Improvvisamente ci è venuta in mente la parola Mc Donald’s. Non l’avessimo mai fatto: in quel momento sembrava che tutti i bar che ci sono a Brescia non fossero in grado di farci mangiare! Allora l’abbiamo “presa di punta” e ci siamo detti: una città che ospita una mostra che si chiama “America” ed è dedicata all’America, e con eventi collaterali dedicati all’America….vuoi che non abbia un Mc Donald’s (Firenze ne ha 3/4 vicino al centro!). In realtà poi ci siamo accorti che era tutto vano: ce ne sono 2, ma troppo lontani per arrivarci a piedi! Alle 14:45 abbiamo ripiegato su Spizzico, su gentile consiglio di un ragazzo dal ciuffo alla Beatles e dall’aria alquanto stanca, che a fatica ha alzato il braccio per indicarci di andare verso destra e che dobbiamo davvero ringraziare!

…Cmq ringrazio pubblicamente Luca per avermi accompagnata! =D

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