Inserito da: simo83 | 9 Marzo, 2009

Buon compleanno Barbie!

Cara Barbie,

forse non ti ricorderai di me, ma qualche anno fa sono stata un membro del tuo club e ogni tanto mi inviavi qualche letterina. Ora sono io a scrivere a te, perchè oggi è il tuo compleanno e chissà, forse 50 anni sono tanti, anche per una come te, ma non ti abbattere!
Ho visto che per l’occasione ti sei data ai grandi festeggiamenti e che molti ti faranno dei regali, la Fiat ha ideato la
500 fucsia; in tutto il mondo verranno organizzati eventi speciali, come la sfilata nella settimana della moda di New York; il tuo guardaroba sarà aggiornato con 50 nuovi abiti, firmati dai principali stilisti (fra cui Calvin Klein, Diane von Furstenberg, Tommy Hillfiger, Ralph Lauren, Dior …), Bulgari ha disegnato una parure di diamanti e Kartell il nuovo arredamento per la tua villa.


Per molto tempo sei stata una mia carissima amica, con cui passare parte delle giornate, dopo aver fatto i compiti. Mi accompagnavi all’asilo e in vacanza al mare; eri con me quando mi sono operata di tonsille, giocavamo insieme quando ho picchiato la testa contro il termosifone e mi hanno dato 4 punti di sutura, ed eri il mio regalo preferito per le promozioni a scuola. Una fedele compagna di giochi, che pur con dispiacere a un certo punto ho dovuto riporre in soffitta perchè era arrivato il momento di diventare grande.

Forse non eri un semplice giocattolo, eri un mondo con le sue dinamiche. C’erano delle regole quando si giocava con le amiche, dei significati nelle storie che si creavano. Barbie superchioma Era impossibile non perdere orecchini e scarpine che finisvano sempre nei posti più strani e non mancava nemmeno il meccanismo del “Barbie nuova scaccia Barbie vecchia”: se fino al giorno prima la tua Barbie preferita era la “Superchioma”, il giorno dopo era la “Barbie Hollywood” nuova fiammante, quasi mai questo privilegio credo sia toccato alla “Gran Galà” (lei era la snob che stava sulla mensola in bella mostra con quel vestito delle feste rosso e ingombrante!). Una sorta di metafora della vita che si impara bene da grandi, pensa che una volta un ragazzo ha fatto lo stesso con me, il giorno prima gli piacevo io, il seguente un’altra!

Se poi devo proprio essere sincera e dirti tutta tutta la verità, eri un po’ impegnativa come gioco, sai? Perchè dire “mamma vado a giocare con le Barbie significava in realtà mettere in piedi un lavoro e rispettare un protocollo fatto di apparecchiature e sparecchiature di pavimenti: prima c’era da allestire la scena (montare la casa, la cucina, il camper, il letto che diventava una vasca, l’orologio a pendolo, la credenza, mettere il cavallo nella stalla, preparare l’armadio dei vestiti…), poi bisognava inventare la storia, alla fine era la parte che durava meno tempo, perchè poi c’era da sparecchiare, sennò la mamma chi la sentiva!
Era l’immaginazione a prendere il sopravvento…perchè io non ce l’avevo la stalla per il cavallo, l’avevo costruita da sola col cartone, così come l’armadio fatto con una scatola da scarpe, o l’abito da sposa spillando il tulle delle bomboniere.

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Inserito da: simo83 | 2 Gennaio, 2009

Aspettando il 2009 con Jova

Lo aveva promesso che sarebbe stato un capodanno speciale. E così è stato. Chi era tra i 10 mila al Porto Antico di Genova e non si è fatto scoraggiare dal tempo freddo e piovoso, non ha potuto che assistere ad un gran bel concerto di Jovanotti, iniziato alle 23:00 con il filmato delle Jovanews e terminato, a suon di fuori programma, alle 2 e un quarto di notte.
Sotto una pioggia battente è stata ”Safari”, cantata da Lorenzo con una giacca nera contornata di lucine, ad aprire le danze dando il via alla lunga scaletta fatta di tante canzoni vecchie e nuove da  “Non m’annoio” a “Serenata rap”, da “Mani Libere” a “Mezzogiorno”.
3-2-1…Buon anno!Dopo la movimentata “Tanto”  arriva anche il momento del conto alla rovescia che porta dritto alla mezzanotte e vede salire sul palco il sindaco di Genova con alcuni bambini, tutta la band arricchita da due batteristi arrivati direttamente da New York (davvero molto bravi a giudicare dagli assoli), i dj di Radio 19 che hanno intrattenuto prima dell’inizio del concerto e la famiglia di Lorenzo.


Poi per una manciata di minuti è festa festa…volano tappi di spumante, si guardano i fuochi, si sparano i botti, si cerca di telefonare e mandare sms di auguri, ci si guarda negli occhi, ci si bacia, ci si abbraccia, ci si accorge che è iniziato un nuovo anno.
Poi lo spettacolo continua… Come non saltare con “L’ombelico del mondo” o “Io penso positivo”, oppure con le cover a sorpresa proposte nei primi minuti del 2009 da”Should I stay or should I go” a ”Jonny be good”, da Bob Marley a e tante altre.
Allegria e movimento proprio da “tribù che balla”, ke crea l’atmosfera giusta, ma anche molto romanticismo come quando invita a baciarsi in nome della tradizione allo scoccare della mezzanotte o quando canta con tanto di papillon “A te” e “Come musica”, ricordando il suo recente matrimonio.

Non potevano mancare a Genova l’omaggio particolarmente sentito a Fabrizio De Andrè con la versione riarrangiata della sua “Bocca di rosa” che metteva l’amore sopra ogni cosa, e neanche “Fango“, il singolo con cui ha iniziato il 2008 e gli  valso il Premio Mogol come miglior testo.
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Inserito da: simo83 | 31 Dicembre, 2008

Ansia da “scollinamento”

Non sò a voi, ma a me il capodanno ha sempre messo un po’ d’ansia, farcita con un velo di malinconia e un pizzico di rabbia.
Forse perchè fa un brutto effetto l’idea di lasciare l’anno vecchio per il nuovo. Sarà per la sensazione del tempo che passa e della velocità con cui lo fa, che ci fa pensare che, in fondo, non era ieri che ci si scervellava su come passare la sera del 31 l’anno scorso? O sarà per la scelta delle cose da buttare e da tenere dell’anno vecchio, sperando che quello nuovo ne porti o meno altrettante?
Mah…io sò soltanto che il 31 mi manda in crisi, mi mette addosso quella sensazione per la quale vorrei che durante il conto alla rovescia, in quei 10 ultimi secondi, il tempo almeno si fermasse un attimo. Stop. Non andare nè avanti, nè indietro. Restare lì nell’anno vecchio a riflettere su quali propositi avere per il dopo, prendere un respirone e buttare fuori l’aria allo scoccare della mezzanotte.
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Inserito da: simo83 | 3 Novembre, 2008

My keywords!

Ecco un piccolo esperimento che ho fatto utilizzando il generatore di tag cloud artistiche Wordle! L’ho scoperto per caso girovagando per la rete e ho voluto provare inserendo le parole presenti nei miei ultimi dieci post. Il risultato è molto interessante!

Inserito da: simo83 | 23 Ottobre, 2008

Gran Varietà Brachetti…Che spettacolo!

Se Cartesio dice che “la realtà è nulla senza l’immaginazione”, il grande trasformista Arturo Brachetti lo fa affermando che “la realtà immaginata ci rende più felici” (e come dargli torto!).

Questo è infatti il motto dello spettacolo attualmente sulle scene (fino al 26 ottobre è al Teatro Verdi di Firenze), Gran varietà Brachetti. Io l’ho visto ieri sera, anche se purtroppo un po’ da lontano, visto che erano gli unici posti rimasti: ahimè dalla seconda fila del palco n. 32 al sesto piano! Mi ha aiutato però un noleggiare un binocolo =D!

Che dire…”ogni due minuti una sorpresa”, come dice lui. Gran varietà Brachetti è infatti fatto di varietà, acrobazie, musica, sketch, sorprese e molto altro. Brachetti questa volta
sul palco non è da solo ma si trova in compagnia di acrobati, uomini forzuti, ballerine, comici e lo vediamo in veste di presentatore e anche inaspettatamente svelatore di qualche trucco del mondo del trasformismo.
Il valore artistico di Arturo si rivela non solo nelle sue doti di trasformista, ma anche nella recitazione, nella capacità di creare momenti molto emozionanti. Come quando ci mostra, con la mimica, cosa si può fare con un capello usando tanta tanta immaginazione: si può vedere un giocatore di golf che poi diventa un suonatore di violino o magari un maestro d’orchestra, un funambolo, uno spadaccino…).
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Inserito da: simo83 | 14 Settembre, 2008

Quando c’è la serendipity…Dall’estate!

Finalmente torno a scrivere qualcosa dopo questa lunga pausa estiva!
Ho deciso che per parlare della mia estate il post dovesse seguire le orme dell’articolo iniziatico con cui ho aperto questo blog,“Quando c’è la serendipity”: cioè il “caso”, se vogliamo chiamarlo così, a volte buffo, come quando ritrovi nel grande e immenso web una tua vecchia conoscenza; altre volte emozionante come quando una bambina nasce nel giorno del ricordo di un’amica scomparsa troppo presto, o quando sei su autobus e vedi salire una persona…e non puoi immaginare che quell’attimo condizionerà la tua vita.

Dalla mia estate: mare, pic nic, tante passeggiate, caldo abbastanza, molto studio, una relazione  sul tema “giornalismo e identità italiana”, lavoro, compleanni di quasi tutti i parenti più stretti…

Da Bologna ho preso un aereo per la prima volta. Che dire…un decollo da paura (avrà fatto da 0 a 6.000 metri tutto d’un fiato, non finiva mai!), la sensazione che la testa ti schiacci lo stomaco, l’ala che si muove proprio accanto al tuo finestrino, poi l’atterraggio e quell’immediato senso di salvezza. Confesso che  all’imbarco, con le lacrime che mi facevano capolino, sarei volentieri tornata indietro! Il volo di ritorno però, sorvolando le isole greche, me lo sono proprio goduto, del resto questa volta sapevo che cosa mi aspettava!
Ho percorso in lungo e in largo la splendida isola greca di Kos in motorino (noleggiato a nostro rischio e pericolo, ma in nome della vacanza romantica!) e grazie al simpatico capitano di un Kaiki (tipica imbarcazione greca) che ci ha portato su una favolosa spiaggetta infestata da api, ho visto il più bel cielo stellato in assoluto; quello dell’Abetone la notte di San Lorenzo non ce l’ha fatta ad eguagliarlo.

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Inserito da: simo83 | 4 Settembre, 2008

25!

Oggi è il mio compleanno!

 …Tanti auguri a me!

 

Grazie a Luca che alle 4:35 mi ha fatto per primo gli auguri e a Simone per questo bellissimo bigliettino virtuale:

Inserito da: simo83 | 10 Giugno, 2008

“Fango” il miglior testo che vince il Premio Mogol

“Fango” è stato premiato come miglior testo dalla prima edizione del “Premio Mogol” che si è svolto sabato scorso al Forte di Bard (Aosta).
Questa la motivazione letta da Mogol: «Per me poesia è aderenza alla vita senza filtri né riserve, è passato e presente che si incontrano o si scontrano. Molto di tutto questo è contenuto nel bellissimo testo di Jovanotti ed è per questo che Barbara Palombelli, Aldo Cazzullo, Linus ed io abbiamo deciso di premiarlo con il primo Premio Mogol».
(fonte: www.soleluna.com)

«Per me è come un Oscar, anzi un Nobel, Fango è il testo dei miei quarant’anni, un’età che mi offre il privilegio di poter scrivere e provare questa cosa che a 30 non avrei potuto provare… Non è un testo né allegro né triste, Fango è venuto fuori in due minuti, come le canzoni forti: ci ho messo 40 anni a scriverlo, poi due minuti, il tempo della canzone, a trascriverlo, come un sussulto fatto di brivido ed euforia». (Lorenzo Jovanotti) (fonte: La Stampa)

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