Posted by: simo83 | 10 Giugno, 2008

“Fango” il miglior testo che vince il Premio Mogol

Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo.
Io lo so che non sono solo,
io lo so che non sono solo anche quando sono solo.
Sotto un cielo di stelle e di satelliti,
tra i colpevoli le vittime e i superstiti,
un cane abbaia alla luna,
un uomo guarda la sua mano,
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su,
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero,
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero.

Ora la città è un film straniero senza sottotitoli,
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose,
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città,
il suono dei motorini, il sapore della pizza.
Le lacrime di una mamma, le idee di uno studente,
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo.

Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo,
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango.
Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo,
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango.

La città un film straniero senza sottotitoli,
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi,
come stai, quanto costa, che ore sono,
che succede, che si dice, chi ci crede,
e allora ci si vede.
Ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio.
Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te,
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente.

Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi.
E di smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente,
di non riuscire più a sentire niente.

Il battito di un cuore dentro al petto,
la passione che fa crescere un progetto,
l’appetito, la sete, l’evoluzione in atto,
l’energia che si scatena in un contatto.

Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo,
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango.
Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo,
Io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango…
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango 

“Fango” è stato premiato come miglior testo dalla prima edizione del “Premio Mogol” che si è svolto sabato scorso al Forte di Bard (Aosta).
Questa la motivazione letta da Mogol: «Per me poesia è aderenza alla vita senza filtri né riserve, è passato e presente che si incontrano o si scontrano. Molto di tutto questo è contenuto nel bellissimo testo di Jovanotti ed è per questo che Barbara Palombelli, Aldo Cazzullo, Linus ed io abbiamo deciso di premiarlo con il primo Premio Mogol».
(fonte: www.soleluna.com)

«Per me è come un Oscar, anzi un Nobel, Fango è il testo dei miei quarant’anni, un’età che mi offre il privilegio di poter scrivere e provare questa cosa che a 30 non avrei potuto provare… Non è un testo né allegro né triste, Fango è venuto fuori in due minuti, come le canzoni forti: ci ho messo 40 anni a scriverlo, poi due minuti, il tempo della canzone, a trascriverlo, come un sussulto fatto di brivido ed euforia».
(fonte: La Stampa)
                                                                                              (Lorenzo Jovanotti) 

 

 

Posted by: simo83 | 28 Aprile, 2008

Congratulazioni!

Giovedì scorso, 24 aprile, il mio amico Gabriel si è laureato in
“Comunicazione Linguistica e Multimediale” all’Università di Firenze.
E alle 23:45 è nato Gabriele, terzo pargolo di Sara e Francesco.

Tanti tanti Auguri!

Posted by: simo83 | 7 Aprile, 2008

A proposito di Waterloo…quella del tifo

Premessa: Il derby fra le squadre di basket di Montecatini e Pistoia non è una partita, è la partita. Quella che si aspetta tutto l’anno, che possibilmente va vinta e che prima e dopo trova spazio sui giornali locali come l’evento clou della settimana. Ieri sera la partita è stata sospesa al 29′ per il lancio di oggeti in campo.

 

Quando il derby lo perdono i tifosi. Perché ieri il tanto atteso confronto con i “cugini” pistoiesi, la partita dell’anno, Montecatini l’ha persa sugli spalti.

Si potrebbero fare tutta una serie di considerazioni, i soliti discorsi fatti e rifatti (soprattutto nel calcio) sulla sportività, sui valori dello sport, sull’attaccamento “alla maglia”.

Dov’era ieri sera tutto questo attaccamento? Era forse nei cori di una parte del pubblico che intimava ai giocatori di “andare a lavorare” (quella che “tifa solo la maglia”), nei fischi al capitano, nelle offese reciproche fra tifosi della stessa squadra, o forse nella decisione di un manipolo di ultras di far sospendere una partita che comunque, in ogni caso, proprio per l’onore, avrebbe dovuto finire?

La stagione non è stata certo delle migliori, una squadra che ha inanellato sconfitte su sconfitte, di fronte alla quale forse non siamo riusciti ad affezionarsi come avrebbe dovuto essere, che di punto in bianco ha mandato via un allenatore in favore di un altro, ma nulla è cambiato. Le solite voci poi, certo non aiutano l’ambiente. Quelle che ogni stagione rimbalzano, in modo più o meno manifesto, nei discorsi da bar o tra la gente per strada. Perché la domanda alla fine è sempre la stessa: l’anno prossimo ci sarà ancora il basket a Montecatini?

 

Allora è anche giusto contestare, far sentire la propria voce, urlare che “Montecatini merita il basket”, come si diceva tempo fa, prima dell’ennesimo fallimento. Ma non così.

 

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Posted by: simo83 | 5 Aprile, 2008

Come Napoleone a Waterloo

Le gaffe, involontarie o meno, fanno colore, fanno sorridere o cascare le braccia, fanno notizia.
Soprattutto se sono opera di personaggi pubblici (sono storiche quelle in politica di Berlusconi (come l’omaggio a “Romolo e Remolo” fatto al Parlamento Europeo) e quelle in tv di Luca Giurato). A volte la gaffe arriva anche dalle convention aziendali - quelle in cui si cerca di incentivare e motivare l’impegno di azionisti, dipendenti e collaboratori con discorsi enfatici e coinvolgenti - come quella più vista e commentata degli ultimi giorni (che ha spopolato su YouTube, nei blog e in tv).

Protagonista è Luca Luciani, uno dei direttori generali di Telecom Italia, un top manager sicuro che ″Napoleone a Waterloo fece il suo capolavoro″ e che nel 2007 ha guadagnato ben 858 mila euro tra stipendio e bonus vari (fonte La Stampa) . 

Fa notizia perché l’azienda coinvolta interessa un po’ tutti, oltretutto da qualche tempo non naviga in buone acque, offre servizi altalenanti, ma paga fior di soldi i suoi manager, che per giunta parlano come mangiano. Sinceramente gridare al lupo al lupo per un errore che non altro che la scelta di un esempio sbagliato è esagerato, un errore ci può stare e non c’ è da stupirsi. Al massimo Luciani sarà rimandato a settembre con l’insufficienza in storia.

Ciò che stupisce invece è che un esperto di marketing come lui e un′azienda di telecomunicazioni importante come la Telecom abbiano cercato di rimediare alla gaffe con una a mio parere piú grossa. Perché di fronte al rimbalzare sul web del video con il discorso preso dalla convention, la contromossa é stata quella di farlo rimuovere da YouTube. Del tutto inutile perchè arrivata ormai troppo tardi e il video era senz’altro già stato scaricato dagli utenti.

Possibile che un’azienda, che pubblicizza e tanto la sua linea adsl (che uso anch’io tra l’altro) e che quindi dovrebbe conoscere almeno un po’ la rete, non capisca ancora le opportunitá che questa offre anche, e specialmente, in casi come questi? 
Perché sul web tutto corre velocemente rimbalzando da una parte all’altra e il danno è presto fatto. Del resto si è trattato solo di una banale figuraccia facilmente sdrammatizzabile. Se invece di occultare la prova avessero ammesso chiaramente l’errore, magari rispondendo con un altro video, non sarebbe stata una mossa migliore? Avrebbe almeno dato l’impressione di un’azienda moderna. E per un manager quarantenne, pagato fior di soldi, che usa nei suoi discorsi termini come “incazzato” e “cazzo” sarebbe bastato ammettere di aver detto, per l’appunto, una cazzata.

 “E allora dagli spalti vi applaudiranno perché voi andrete e segnerete come fece Napoleone a Waterloo″. Sarebbe stato meglio se dagli spalti invece qualcuno avesse pensato di fargli almeno un cenno!

In tutto questo c′é di buono che la prossima volta che qualcuno di noi avrà problemi con un qualsiasi servizio o operatore del 187 e non saprà a che santo votarsi per risolverli, almeno saprà il motivo…

Posted by: simo83 | 16 Marzo, 2008

Passeranno le fiamme? (…non solo quelle olimpiche!)

«Quando il gruppo riscese dalla grande scalinata per tornare verso l’autobus, a me venne l’idea di nascondermi nel Potala. E quando sbatterono il portone, io rimasi chiuso dentro. Madonna, ero solo. Solo in questa reggia stupenda! Era l’ora del tramonto. Son salito - perchè si sente dov’è il centro - e sono arrivato sullo spalto più alto del Potala. Avevo davanti la piana di Lhasa, una delle cose dinanzi alle quali ti senti tu divino, o pensi che essere parte dell’umanità che ha fatto questo è un grande privilegio. Questa piana di Lhasa era stupenda. I cinesi dopo l’hanno rovinata, l’hanno cinesizzata con i loro supermercati, ma allora era ancora meravigliosa. C’era  la vecchia città con gli ori, c’erano ancora le vecchie case con la gente che mangiava nei calderoni. E lassù ho goduto, proprio ho avuto un momento di rapimento.
T’immagini: solo, sullo spalto più alto del Potala a guardare il tramonto su quella piana? Stupendo!»              (Tiziano Terzani, “La fine è il mio inizio”)

IMG 0942 Lhasa Barkhor.jpg 
                                                        foto da wikipedia.org

scontri-lhasa.jpg
                                                         foto da repubblica.it
 

«Concedimi la serenità di sopportare le cose che non posso cambiare.
Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare.
E la saggezza per coglierne la differenza»
(Preghiera della serenità)


                                       foto di poorfish, flickr.com


                                                foto da manteblog.it

Posted by: simo83 | 5 Marzo, 2008

Uno 2-3…rido io e perdi te!

Sono passati tre giorni ma, se si è tifosi della Fiorentina, domenica 2 marzo certo non si dimentica!

Ad essere sincera, adottando un fair play tipicamente viola, dopo la partita mi sono limitata ad esultare per una vittoria storica e non per la sconfitta degli altri, evitando di sbeffeggiare tutti i miei amici juventini. L’ho fatto soprattutto per sportività di fronte a una vittoria che rappresenta molto di più dei 3 punti guadagnati in campionato.

Perchè Juventus - Fiorentina è come un derby.

E se lo vinci godi…parecchio!

E si gode anche di più quando qualcuno non ride quanto di te!

 

Posted by: simo83 | 4 Marzo, 2008

Titoli buffi!

Su “Il Tirreno” di oggi è apparso un articolo dal titolo:
titolo.jpg
…Della serie “mai fidarsi delle banche”! sorrisonea-dondoloasp.gif
Posted by: simo83 | 26 Febbraio, 2008

Solo un pensiero per loro…

 

14653efee724f9.png14653efee724f9.pngAl termine di questa giornata,
proprio prima della buonanotte,
vorrei soltanto lasciare un pensiero per loro.
Senza farsi domande, senza chiedersi come,
quando,
perchè e per volontà di chi.
Questo lo fanno già in tanti.
Solo un pensiero…

Ciccio e Tore

Assolutamente da vedere! “America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo”, la mostra dedicata alla pittura americana dell’ 800 ospitata a Brescia fino al prossimo 4 maggio, al museo di Santa Giulia, è un’occasione per conoscere una parte della storia dell’arte che, purtroppo, quasi mai si studia nei programmi scolastici.
Il numero di opere esposte è enorme: oltre 400 (di cui 231 opere di pittura, 60 capolavori originali della fotografia del XIX secolo, 10 sculture e un’ottantina di oggetti di vita quotidiana dei nativi americani e di Buffalo Bill). Provengono da cinquanta musei internazionali e sono racchiuse in 7 sezioni:

  1. I pittori della Hudson River School (opere di artisti che dal 1825 al 1875 celebrano il paesaggio americano, la wilderness incontaminata: Cole, Durand, Church, Gifford, Inness…)
  2. Le cascate del Niagara (ampia sezione dedicata a uno degli elementi che meglio rappresenta l’idea del sublime e l’orgoglio di una nazione intera)
  3. Paesaggi tropicali e esotici (quadri realizzati dai vari Church, Heade, Bradford, nel sud dell’America intorno alla metà dell’ ‘800, in cui è forte la curiosità di esplorare l’esotico).
  4. Il viaggio in Italia (opere che testimoniano l’incontro dei pittori americani con gli elementi storici ed architettonici  del paesaggio italiano). 
  5. La pittura Western. Paesaggi e scene di vita (quadri, foto e oggetti di vita quotidiana sul tema della conquista dell’Ovest, delle popolazioni native e del West Wild Show di Buffalo Bill).
  6. Impressionismo americano (ultimi decenni del XIX secolo: l’impressionismo di Mary Cassat, Inness, Hassam, Whistler, Chase)
  7. Ritratti e figure da Homer a Sargent (i ritratti realistici di Homer e Johnson e quelli di Sargent e Whistler).

«Una mostra vastissima nel numero delle opere, e non solo una mostra di pittura. Quello che infine ho desiderato potesse accadere negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia, è la ricostruzione della storia di una civiltà e di una nazione nel XIX secolo, quindi solo pochi anni dopo la sua nascita ufficiale, sancita come è noto dalla firma dell’atto di Indipendenza, a Filadelfia, nel 1776». (Marco Goldin, curatore e direttore di Linea d’Ombra)

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Posted by: simo83 | 4 Gennaio, 2008

Il bello dei blog

Il bello dei blog è che ognuno può avere uno spazio tutto suo in cui poter scrivere ed entrare in contatto con altri che a loro volta scrivono. Ne nascono scambi di pensieri diversi, di gusti diversi, di interessi e di impegni diversi…anche fra persone di età diverse.

Oggi voglio segnalare questo bellissimo blog di Sebastiana Aru (Tiana), nata a Cagliari il 25 gennaio 1927. In questo suo spazio personale pubblica racconti, poesie, preghiere, messaggi ai nipoti… vivacizzati da immagini, gif animate, video (c’è perfino un’immagine glitterata di Hello Kitty!). Il suo nickname? 80ennesprint.
Ieri pomeriggio è stata trasmessa una sua intervista su Rai Uno così, appena l’ho vista, ho pensato subito di parlarne sul mio blog.

…A dimostrazione che davvero non è mai troppo tardi!

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